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Articoli marcati con tag ‘tempo’

postheadericon Pane al farro con esubero di pasta madre

Arriva la Pasqua e quindi tempo di colombe, di rinfreschi e di esuberi.
Ecco la ricetta del nostro pane quotidiano per sfruttare anche qualche esubero:

Ingredienti

150gr. farina manitoba
150 gr farina di farro
150 gr di acqua
100gr.di esubero
un cucchiaino di sale
un cucchiaino di olio evo
sale grosso qb
timo qb

Iniziare sciogliendo l’esubero di pasta madre nell’acqua


Aggiungere le farine miscelate ed impastare al minimo della velocità, aggiungere poi il sale e per ultimo l’olio

Mettere l’impasto ottenuto in una ciotola coperta con pellicola a lievitare finchè raggiunge il raddoppio del suo volume

Se impastate al mattino presto e lo volete cucinare per cena vi consiglio di tenerlo fuori dal frigo.

Non appena avrà raddoppiato il suo volume, stendere sulla placca e dare la forma desiderata, lasciarlo lievitare ancora per un’ora e prima di infornare condirlo a piacimento. Ad esempio con una spruzzatina d’olio, sale e del timo.

Infornare per 10m. a 250 gradi e a 210gradi per i restanti 20 minuti

Eccolo qui morbidisssimo e profumato!

Buona preparazione a tutti!

postheadericon Madeleines per una merenda con le amiche

Madeleine = Proust = alla ricerca del tempo perduto.

“Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

[Marcel Proust]

La cosa più difficile è trovare gli stampini per le madeleines, ma se le ricevi in regalo il gioco è fatto. Ho cercato una ricetta per giorni poi ho aperto il mio librone dei dolci (il grande ricettario dei dolci deAgostini) e eccole lì…dovevo provarle!!!

Ingredienti:

4 uova

200 gr zucchero

250 gr farina

125 gr burro

100 ml latte

1/2 bustina lievito per dolci

Mescolare in una terrina uova e zucchero, aggiungere farina, lievito, latte. Aggiungere per ultimo il burro fuso e lavorare l’impasto.

Mettere il composto in una sac-à-poche e riempire la teglia, nel mio caso era quella in silicone.

Infornare a 190° per 15/20 minuti in base al forno.

 

Buona merenda francese a tutti voi!!!!

 

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